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La paura nel trading e nella vita!

Il mio amico, grande trader Giovanni Lapidari mi ha segnalato questo articolo 

AFFRONTATE LA PAURA E GUADAGNERETE DI PIU' fonte www.traders-mag.it 

Come avere una svolta mentale nel trading

Tutti sono destinati a raggiungere i massimi risultati,  ma soltanto pochi riescono. Molti trader, che potrebbero diventare affermati specialisti di trading,  non lo diventano a causa della paura. Nondimeno, la sicurezza del proprio capitale è molto più importante del profitto che si progetta di realizzare, ma quasi tutti i trader al mondo sarebbero molto più ricchi applicando i principi trattati in questo articolo.  

“Mi piacerebbe investire ma…”

Riuscite ad identificarvi in questa frase? Che cosa vi trattiene?
Quando abbiamo la possibilità di chiedere alle persone questa domanda di persona, spesso rispondono che hanno paura di fallire, in maniera non cosi chiara, ma questo è quello che intendono dire.

L'ostacolo al proprio successo come trader non è, in realtà, la perdita di denaro, ma è la paura. Ricordatelo. Ora la paura che vi salva dal male fisico, come la paura che provate quando vedete un grosso cane che vi abbaia contro, dritto davanti a voi, o la paura che impedisce la maggior parte di voi dall'attraversare le cascate del Niagara in una botte, è una cosa sana, ma il tipo di paura che vi impedisce di fare quello che volete fare per arricchirvi non lo è. 
Se la paura di fallire è ciò che vi impedisce di investire dovete aggirarla e andare avanti. Come si può uscire dalla paralisi e raggiungere risultati? E' necessario fare queste due cose:

•    Prepararvi ad avere successo nel vostro prossimo trade
•    Cambiare il proprio atteggiamento nei confronti del fallimento.

Prepararsi ad avere successo nel prossimo trade
La prima cosa che avete bisogno di fare per prepararvi ad avere successo nel prossimo trade è quello di imparare come realizzarlo correttamente. Sapete già come fallire, potete fallire non facendo nulla o facendo cose stupide, ma, come si fa ad avere successo? Scoprendo esattamente di che cosa si avrebbe bisogno per avere successo e per garantire che tali esigenze siano soddisfatte.
Per esempio, se siete il tipo che si sente deluso o si è per una volta sentito deluso come conseguenza dei propri risultati di trading del passato, tanto che ora siete decisi a smettere, piuttosto che smettere, dovete imparare ad agire in modo più efficace. 

Per esempio, scoprire esattamente ciò di cui avete bisogno per diventare un trader migliore, ad esempio, essere informati, imparare di più circa la gestione del rischio nel trading etc.
Cambiare il proprio atteggiamento nei confronti del fallimento
Perché avete paura di fallire? Molte persone temono di fallire per una di questo due ragioni:
•    Il fallimento vi rende una persona scadente, un “perdente” che le altre persone guardano dall'alto verso il basso
•    Potrete perdere tutto o gran parte del vostro denaro nel corso dell'azione di trading.

Entrambe le idee sono errate. Il fallimento non cambia i propri geni o la propria personalità, riguarda negativamente le azioni di alcune persone, ma non è negativo in sé. Sarete dei “perdenti” se fallirete? Solo se vi permettete di esserlo. “Non è l'essere giù, ma  il rimanere giù”  che vi rende un perdente. 
Vi guarderanno le altre persone dall'alto verso il basso? Alcune, magari, sì. Non è possibile controllare i pensieri o le azioni delle altre persone, e allora, perché permettere ai loro pensieri di controllare le vostre decisioni?
Il punto sul quale focalizzare l'attenzione è che il fallimento può essere scomodo e sgradevole, ma non siete in pericolo di vita, e il fallimento è sempre un'opportunità per andare oltre la solita linea di confine, per imparare qualcosa di prezioso, o per sfondare limiti precedenti che mai avreste immaginato di poter sfondare. Ricordando questo lato positivo del fallimento e concentrandovi su di esso, attraverso il cambiamento del vostro  atteggiamento riguardo a ciò, andrete molto lontani. 

Se riuscirete semplicemente a superare la paura, vi metterete in una posizione di forza perché non avere paura del fallimento, non implica un atteggiamento spregiudicato, in realtà, è esattamente il contrario. La  paura di fallire presuppone che un trader si attribuisce la colpa di un insuccesso, anche quando di colpa non si può parlare. Un project manager o un generale o un allenatore di una squadra, un leader insomma,  è sostanzialmente responsabile per ciò che dipende direttamente da lui, ma questo non può impedire di mettersi in gioco con atteggiamento sicuro di sé.  Non assumersi  alcun rischio potrebbe essere la mossa più rischiosa di tutte, senza un certo grado di rischio non può esserci innovazione, creatività, avanzamento o spinta competitiva: dopotutto, nessun rischio, nessuna ricompensa. 

Il fatto che non siete riusciti ieri non vi rende dei falliti: la scena è proprio come quella del sole che rifiuta di brillare un giorno d'estate e di asciugare i vestiti bagnati che sono stesi sul filo. Il fatto che non splende quel giorno non vi dà la certezza che non splenderà anche il giorno successivo. 
Quello che succederà domani non è prevedibile. Non sentitevi obbligati di continuare a provare, tenete comunque a mente che nessuno può tornare indietro e riparare ad una falsa partenza, ma potete iniziare da ora e realizzare un grandissimo finale.
I trader di successo prendono il controllo della paura molto seriamente, durante l'utilizzo di sistemi positivi di aspettativa che permettono loro di realizzare maggiori profitti rispetto alle perdite. Anche se nessuno è immune da eventi imprevisti, che accadano a noi esseri umani, malgrado questo, come trader non si deve temere di prendere rischi. 

Le autolimitazioni dei  trader timorosi
Una cosa che abbiamo scoperto circa il successo è che richiede di prendere rischi oltre le zone di comfort di ciò che si è realizzato in precedenza, e che non può essere mai ottenuto quando è presente la paura. Facendo trading, se non si vedono benefici immediati da tutti i propri sforzi, anche operando correttamente sul mercato, non desistete. Se insisterete, indipendentemente dalle battute di arresto, i vostri  risultati di trading molto probabilmente miglioreranno.
Di seguito vengono citate alcune limitazioni o autolimitazioni, causate spesso dalla paura dei trader:


1.    Riduce le probabilità di diventare un trader di successo
2.    Continua a ostacolarvi e se non porrete rimedio,  diventerete superati e obsoleti nel mercato.  
3.    La paura guiderà il vostro cuore di trader e vi impedirà di vedere le possibilità di ottimi guadagni.

Come trader, ogni volta che sbagliate o subite delle perdite o il mercato non vi favorisce, come sicuramente può succedere, piuttosto che smettere, quello che dovete fare è di fermarvi un attimo e chiedervi: che cosa sta realmente accadendo ? Avvicinatevi a voi stessi, esaminate le vostre azioni di trading e provate ad identificarvi nelle vostre debolezze. Dopo tutto questo, incoraggiatevi ad essere il vincitore la prossima volta,  anche se continuate a prendere rischi. Vogliamo che sappiate questa cosa: il potenziale è all'interno di voi e non cambia perché non ci credete o perché avete vissuto esperienze negative. La realizzazione di una nuova fase dopo un fallimento è ciò che in realtà  si teme di più, ma il vero timore dovrebbe essere il contrario. Potete pensare a qualcosa di peggio di un trader che mira ad avere successo nel trading non assumendosi rischi?


Conclusione
Come sappiamo tutti, non esistono garanzie di risultato nelle attività di trading, quindi, se avete paura come trader di assumervi i vostri rischi quando operate sul mercato, non potrete certamente avere ottimi risultati. 

                                                                                                 Adewunmi Ezekiel Olusegun

 

Adewunmi Ezekiel Olsegun proviene dal paese di Ogun in Nigeria. E’ uno specialista di tecnologia e gestione aziendale, scrive articoli online sul business e sul forex trading e durante il proprio tempo libero insegna

 

Giovanna Giuffredi ci parla di cambiamento!

 Il mio limone ha fatto un'arancia editoriale tratto dal sito http://www.coachingtime.it

Di Giovanna Giuffredi | 06.01.2014


Cambiare, trasformarsi... sorprendere con naturalezza


Ha avuto una vita piena, allineata al suo ruolo, ha dato sempre ciò che tutti si aspettavano da lui e lo ha fatto con generosità. E’ sempre rimasto al suo posto, si è ambientato facilmente, con gli anni è cresciuto e si è sviluppato.

Ma un bel giorno ha deciso di cambiare.

Non ha chiesto il permesso a nessuno, non si è fatto scrupolo di creare scompiglio, non è entrato in crisi di identità, non si è curato del giudizio altrui. 

Semplicemente ha seguito coerentemente il suo flusso naturale. 

Un antico innesto che è stato latente per tanti anni, ha deciso di prendere il sopravvento e di soppiantare quello che sembrava essere lo scopo della sua vita: fare limoni.

Ha seguito la sua nuova spinta realizzativa e ora, con la stessa dignitosa generosità, l’alberello di limone, continua a donare al mondo i suoi frutti che sono però diventati tondi e di un bel colore arancio e lo fa con la stessa naturalezza di sempre.

Oggi però non è più una delle tante piante anonime di un terrazzo, è diventato un alberello che suscita interesse e ammirazione per la sua sorprendente trasformazione.

Auguro a tutti di essere ciò che sentono di voler essere. Buon 2014!

 

Giovanna Giuffredi ci parla di obiettivi

Negli ultimi 10 anni mi sono formato con tanti professionisti di livello internazionale tra i quali Giovanna Giuffredi, dopo il suo post sulla paura gli ho chiesto oggi di parlarci di obiettivi

La scelta primadi un post sulla paura e poi di questa pillola sugli obiettivi, sono il frutto dell'ascolto delle storie di successo e di quelle delle persone che invece sono costrette a tornare a casa da questa splendida isola.

Una scarsa pianificazione, una poca corretta linguistica con se stessi e con gli altri, uno stato emotivo depotenziato bloccato dalla paura sono le cause più frequenti dei "fallimenti" nella vita come nei trasferimenti all'estero. Io ho studiato queste cose e le applico costantemente nella mia vita, come dissi a Giovanna Giuffredi, durante il mio percorso formativo con lei, difficilmente potrò fare il Coach, perchè ho la mente da consulente e sempre propongo soluzioni, non ho la pazienza e l'impostazione mentale di un sano dialogo maieutico tipico del rapporto Coach e Coachee.

Lascio per questo la parola a Giovanna Giuffredi, gustiamoci assieme questo breve video su come definire in maniera corretta gli obiettivi:

 

 

 

 

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Due messaggi cartina tornasole della situazione italiana!

Voglio oggi pubblicare piccoli estratti di due messaggi ricevuti ieri, possono essere di ispirazione a tanti giovani e meno giovani che oggi non si trovano bene nell'Italia di oggi!

Marco mi scrive:

"...Eccoci qui! Ciao Baba San, salto la scontata domanda del come va perchè leggendo i tuoi ultimi trascorsi sono sicuro che la risposta non può essere altro che "Alla Grande!" Non sò se ti ricordi di me, al tempo della frequentazione delle sale poker capitoline...  Sarò sincero, ma mica l'avevo capito che hai deciso di farle il grande ZOMPO. All'inizio pensavo, <<figo, bel posticino per farsi una vacanza>>, ma poi e col passare del tempo, mi assaliva sempre più il dubbio... <<ma quanto cacchio se la sta facendo durare sta vacanza>>, finchè per pura combinazione realizzo che ci stai vivendo! Perchè per pura combinazione, perchè anche per me è arrivato, un mesetto fa circa, il famoso momento di introspezione dove ho stilato, da bravo ragioniere, la mia "prima nota" del dare/avere. Beh se ti sto scrivendo è perchè puoi immaginare bene il risultato.... (inutile tediarti) Fatto stà che verso la fine del 2013 è maturata in me, l'esigenza di uscire dal torpore quotidiano e ricostruirmi una vita proprio nel sud dell'isla bonita. Devo essere sincero, dalla lettura dei tuoi post, dalle testimonianze da te raccontate ed anche dalla mole di materiale che ho visto sul web, non hanno fatto altro che accrescere a livello esponenziale la già solida convinzione che avevo. Ho previsto di fare un salto "perlustrativo" di una decina di giorni, intorno a fine maggio. Ma a dirti il vero la scimmia di fare il biglietto di sola andata è fortissima! .... Ovviamente so bene che le mie conoscenze si possono calare anche nel contesto turistico tuttavia se ci sarà possibilità di fare qualsiasi altra cosa, per me non ci sarà alcun problema. poi una volta avviato il motore, sarò io ad accelerare quando e dove servirà Nel frattempo affino il mio inglese (che per questioni lavorative uso già abbondantemente) e mi faccio una bella infarinata di Español. Potrei avviarmi anche al Russo, ma sarebbe abbastanza pesantuccio studiare due lingue contemporaneamente ed in un così breve arco temporale. In linea di massima sul web si trovano tutte le info che servono per poter trovare un affitto ed un lavoro sull'isla bonita, solo che mi sentirei più rassicurato se so di poter contare su qualcuno che conosco nel caso mi dovessero servire informazioni più mirate, onde evitare di prendere le cosiddette sole che si rifilano ai turisti... "ricordo che io non verrò come turista, ma come esploratore " Come next step dopo la mi visita di scouting, farò il possibile, nel breve tempo (diciamo massimo settembre) di fare il biglietto di "sola andata" Ti mando un saluto, ti ammiro davvero tanto per quello che hai fatto "fidati... mi hai aperto gli occhi" e spero che ti andrà di reincontrarci quando sarò da te a Las Americas"

Bravo Marco, preparati, decidi bene e il Babba ti sarà di suppoto!

E poi Andrea:

Buongiorno Move To Tenerife,

                                                                 mi chiamo Andrea  Ho 39 anni e da sempre “seguo” gli stereotipi “tramandati” dai nostri genitori e nonni.. “trovati un posto di lavoro sicuro.. sposati.. compra casa..” ma alla fine, rivedendo gli anni trascorsi, mi rendo conto che c’è una grandissima carenza: VIVERE LA VITA, con tutte le esperienze che ci offre, senza il timore di uscire dagli schemi per paura di perdere le famigerate “certezze”.

Giorni fa ho contattato un Vs. collaboratore, sig. Loris, il quale mi ha informato del Vs. sito web, l’ho consultato e mi sono iscritto, Vi faccio i complimenti perché è molto curato ed interessante. Raccogliendo un po’ di informazioni in rete mi sono deciso di fare il passo.. partire per un territorio “caldo” (sia per le temperature che per il carattere delle persone) e affascinante, che magari non sarà meta ma sicuramente un buon punto di inizio; il pensiero è caduto su Tenerife od eventualmente Madeira.

Diciamo che un programma vero e proprio non ce l’ho e non voglio averlo; l’dea è partire per qualche mese e vedere cosa succede, magari anche solo per una stagione, poi si deciderà. Il grosso problema è come sempre il lavoro, trovare qualche opportunità, anche se provvisoria, che mi dia la possibilità di partire e vivere questa esperienza, imparare una lingua, conoscere persone e culture diverse e poi strada facendo si vedrà. E’ per questo che Vi chiedo gentilmente un consiglio su come “avviarsi”, le dritte principali, sapere orientativamente cosa serve e a chi rivolgersi per l’alloggio ed un eventuale opportunità di lavoro, sapere indicativamente in quale settore vi sono più possibilità. Ho letto il Vs. ebook, del quale ringrazio e faccio i complimenti, e devo dire che è stato molto utile per determinate informazioni (NIE, ecc); il grosso scoglio sono comunque sempre i contatti per il lavoro e per l’alloggio..."

Saremo di supporto a Marco ed Andrea e a tutti quelli che ci chiederanno supporto, intanto ricordo a tutti di scaricare il nostro e-book per iniziare a raccogliere informazioni su Tenerife.

Poi prendete le vostre decisioni, venite a trovarci e quindi MoveToTenerife! 

 

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Giovanna Giuffredi ci parla di paura!

L'altro giorno in posta elettronica ricevo il messaggio di Giovanna, Coach di livello internazionale con grande esperienza e che mi ha formato in un percorso formativo negli anni passati

Giovanna mi ha fatto i complimenti per l'intervista segnalatagli e per la scelta fatta di trasferirmi a Tenerife, io subito gli ho chiesto un breve pezzo sulla paura, tema che spesso leggo nei commenti di chi vuole trasferirsi da un'Italia ormai in preda ai forconi. Lascio ora la parola a Giovanna.

Il bello della paura  (link tratto da www.coachingtime.it)

Immaginate di camminare nella savana, mentre attraversate una distesa assolata. A un tratto una macchia di arbusti vi regala finalmente un po’ d’ombra. Riprendete a respirare a pieni polmoni, vi state rilassando e asciugando il sudore, quando all’improvviso alle vostre spalle un ruggito vi gela il sangue! La gola si secca all’improvviso, il cuore batte all’impazzata, i muscoli si irrigidiscono, pronti a farvi scattare in cerca di salvezza. 

Cosa vi permette di cercare una via di scampo? La consapevolezza della paura. Quando abbiamo paura, temiamo qualcuno o qualcosa, possiamo paralizzarci aspettandoci di essere sbranati o agire per salvarci. Ma verso quale direzione? Il primo passo è riconoscere la paura, valorizzarla, ascoltandola per coglierne il messaggio che è veicolato dalla parte più primitiva del nostro cervello rettile e che ha lo scopo di preservarci, di proteggerci.

Ma spesso il senso di questo stato d’animo è temuto, frainteso, tanto da provocare forti stati ansiosi o crisi di panico, dovuti a un a focus decentrato, come davanti a un colloquio o a un esame.
L’attenzione in questi casi è tutta sull’esaminatore, sul timore del suo giudizio, piuttosto che sui contenuti che si vuole trasmettere e sulla consapevolezza della propria preparazione. Forse la paura sta solo indicando che una parte del programma va approfondita o che bisogna pianificare meglio i tempi dello studio.

Ogni qualvolta il focus è su qualcosa al di fuori del nostro controllo e responsabilità, può scaturire una reazione abnorme. Se la mente si focalizza sulle fauci del leone, il corpo si paralizza, ma se punta l’attenzione alla più vicina e rapida via di scampo, si ha la possibilità di salvarsi. 

Ci sono persone che temono la “diversità”, il loro focus è probabilmente sulla paura di perdere privilegi e sicurezze, piuttosto che sul valore dell’apprendimento che potrebbe derivare dall’integrazione di punti di vista diversi. Nel primo caso vivranno situazioni conflittuali di tensione, nel secondo un confronto aperto e sereno.

E quando si ha paura di parlare, di esprimere un pensiero? Il focus potrebbe essere sul giudizio dell’interlocutore, piuttosto che sul senso del messaggio che si vuole trasmettere.

La paura può essere depotenziante o un attivatore fortemente potenziante, un sistema di allerta con il quale allearci, purchè si impari a decifrarne il messaggio protettivo. 

Jung riconduceva la paura del nuovo e dello sconosciuto a un archetipo che chiamava misoneismo, comune a tutti i popoli, che rappresenta la tendenza omeostatica a lasciare tutto così come è. Di contro a questo statico freno interiore, Jung riconosceva anche un altro archetipo, quello dell’Eroe, dell’iniziatore di viaggi ed esplorazioni, motore di ogni scoperta e spinta evolutiva. Sta a noi scegliere come trovare il giusto equilibrio tra le due forze interiori. 

Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire (Paulo Coelho)

Giovanna Giuffredi

 

Come gestire e cambiare gli stati d'animo

Quello che fai e quello che riesci ad ottenere dipende in gran parte dal modo in cui ti senti. Il tuo stato mentale è determinato dai tuoi pensieri e dalle tue emozioni, soprattutto dai pensieri sotto la soglia della coscienza.

 
La buona notizia è che puoi imparare a SCEGLIERE come ti senti grazie alle tecniche della PNL (Programmazione Neuro Linguistica): acquisire l’abilità di cambiare il tuo stato interiore (o almeno di avere un certo controllo) può avere un impatto enorme sulle tue azioni e sui tuoi successi.
 
 
Se il tuo “stato” è depotenziante (demotivante o limitante), ciò ti ostacola nel raggiungimento dei tuoi obiettivi. Quando invece ti senti contento e positivo (atteggiamento potenziante), diventi “inarrestabile”: la chimica del tuo cervello cambia, e così pure la tua fisiologia e la tua postura.

La fisiologia condiziona fortemente gli stati d’animo. Non è possibile provare entusiasmo con una postura da depresso e viceversa.

Per esempio una persona felice è sorridente e in postura eretta. Al contrario una persona triste è cupa e con le spalle curve. Se sei triste e decidi di saltare più in alto che puoi sforzandoti di sorridere, ti sentirai subito più su di umore.

Chi ha successo nella vita ha la capacità di sapersi mettere costantemente in uno stato d’animo positivo e produttivo grazie alla fisiologia e alle cosiddette “rappresentazioni interne”, ossia la nostra interpretazione soggettiva della realtà.
Un semplice ritardo può metterci in uno stato di ansia se temiamo un incidente, mentre può provocare rabbia e gelosia se abbiamo paura di un tradimento.


Inoltre possiamo migliorare il nostro stato d'animo anche attraverso il concetto di "zona di comfort", un senso di benessere che proviamo quando facciamo le cose facili per noi e che siamo abituati a fare. In quest'ambito ci sentiamo in uno stato d'animo di sicurezza e fiducia. Qui siamo consapevoli delle nostre capacità e dei nostri punti di forza.

Quando usciamo dalla "zona di comfort" entriamo nella "zona di apprendimento". Apprendere significa uscire dalla zona di comfort facendo cose nuove e difficili (che però poi diventano sempre più facili). La crescita personale ci richiede di superare i disagi che ne derivano. 
Crescere per molte persone può essere "scomodo" perchè ci sono sfide da affrontare e quindi rischi da correre. Modificare qualcosa nella nostra vita inizialmente può provocare disagio, paura ed insicurezza, ma solo affrontando queste emozioni con coraggio e determinazione si potrà superare quel malessere temporaneo. 
Sicuramente  la percezione della nuova realtà diventerà un'esperienza fondamentale per una crescita totale e quindi di riflesso aumenta anche la nostra autostima e lo stato d'animo diventa più potenziante. 

 

Quindi uscire dalla zona di comfort significa: 

- abbandonare la routine e i meccanismi che assicurano che le cose siano abbastanza sotto il tuo controllo

- affrontare ciò che non si sa fare

- saper gestire le proprie emozioni

Perchè è importante uscire dalla zona di comfort? Perchè è solo uscendo da essa che generi valore, mentre restando al suo interno non solo non cresci, ma perdi terreno. In pratica la tua vita inizia là dove finisce la tua zona di comfort.

Saper gestire le emozioni significa sviluppare l'intelligenza emotiva, che è quella che ci fa capire ciò di cui abbiamo veramente bisogno e ha un'importanza fondamentale nei rapporti con gli altri perchè dal mancato controllo di un'emozione possono scaturire reazioni negative. 

 

Una cosa importante che devi capire: "più ti allontani dalla tua zona di comfort e più le emozioni aumentano di intensità". Questi passi ti aiuteranno a comprendere come gestire meglio le emozioni e cosa fare in caso di difficoltà: 

1) Impara a riconoscere le tue emozioni 

2) Aumenta la consapevolezza (maggiore flessibilità sul modo di vedere le cose, cambiando il punto di vista) 

3) Impara a parlare bene (se parlerai bene, penserai bene) sia con te stesso che con gli altri

4) Tieni sotto controllo lo stress 

5) Potenzia le tue risorse personali.

Un caro saluto.
Raffaele Ciruolo
http://langolodelpersonalcoaching.blogspot.it/

Caterina: informazioni e spinta a decidere...

Piccolo dialogo (autorizzato dalla controparte), tra l'Italia e Tenerife, per questo i contenuti sulla crescita personale saranno incrementati... Da venditore, eccovi la spinta a decidere!!!  

"Ciao Riccardo....non ti conosco.....ma grazie!!.....ieri dopo la tua intervista ho prenotato il volo per Tenerife...il tuo entusiasmo, la tua determinazione e la tua carica hanno annullato in un attimo tutte le paure che da mesi mi portavo dietro.... Ho deciso di seguire il tuo consiglio....USARE I NEURONI!!!!! Caterina"

 

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